Teste ben fatte per l'insegnamento

«È meglio una testa ben fatta che una testa ben piena» Michel de Montaigne


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Il filo invisibile.

Ognuno di noi quando nasce ha un filo che lega il suo cuore a quello delle persone che ama di più: la mamma e il papà, i nonni, i fratelli, gli zii… Durante tutta la nostra vita dal nostro cuore partono tanti fili che ci legano a coloro a cui vogliamo bene: gli amici, gli insegnanti e, sì, anche il nostro cane o il nostro pesciolino rosso.

il filo invisibile

Questo filo è invisibile e lunghissimo, tanto da poter superare qualsiasi distanza, ed è indistruttibile, non si rompe mai. Ogni tanto questo filo si annoda: ogni legame vive dei momenti difficili, ma alla fine tutti i nodi si sciolgono.

Certo, quando siamo vicini il filo è più forte ma, anche se le persone che amiamo fossero sulla luna, il filo ci tiene sempre uniti a loro. E anche se passa molto tempo, il filo rimane forte perché ogni persona ci lascia qualcosa di suo, e non sempre è qualcosa che si tocca…

Luna

Per scattare questa foto in cui è visibile il filo è stata utilizzata l’unica fotocamera in grado di “catturarlo”. Questa macchina è stata inventata da uno scienziato che vive in Lapponia, paese in cui vive anche Babbo Natale.

 

Ispirata alla leggenda cinese del filo rosso del destino

M. Lari

 

L’amore vero: una rete di legami che fa divenire.

Antoine de Saint-Exupéry, Il Piccolo Principe


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Creatività nelle Scuole a Carnevale

Uno degli eventi più interessanti dedicati alle scuole durante il periodo di Carnevale è il concorso Carristi in erba bandito dal Laboratorio Città delle Bambine e dei Bambini. Gli alunni delle scuole di I e II grado sono chiamate a elaborare un bozzetto e un mini-carro, proprio come fanno i maghi della cartapesta di professione.

Come diceva Einstein, la creatività è l’intelligenza che si diverte e possiamo azzardarci a dire che è attraverso l’immaginazione che sono avvenute molte fantastiche scoperte scientifiche. I bambini che partecipano a questo concorso, molto spesso, elaborano dei bozzetti partendo da un’idea di base, spesso legata alla loro attività didattica.

In questo post voglio presentarvi il carro di una classe molto speciale, che sogna un mondo migliore, sorrette dalle mani dei bambini e dalla loro fantasia: Il Mondo a testa in giù.

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In un mondo in parte caratterizzato, da guerre, povertà, maltrattamenti all’infanzia, il carro vuole essere il carro vuole essere un omaggio alla speranza di un futuro migliore per tutti i bambini. Il filo conduttore è rappresentato dalle fiabe, rivisitate in chiave umoristica e offerte al rovescio, ognuno con un proprio significato: il lupo diventa Cappuccetto per esorcizzare le paure, i nani diventano giganti e Biancaneve una nanetta per indicare che le cose, le persone e gli eventi possono essere viste dalle prospettive dell’altro, Pinocchio mangia la balena per far capire che anche il “più piccolo”, con le sue fragilità, può riscattarsi e “mangiare il più grande”; infine con la principessa che che sveglia e salva il principe viene lanciato un messaggio di pedagogia di genere, dove anche le bambine sono forti e coraggiose. Il mondo attuale e il sogno di migliorarlo vengono sorretti dalle mani dei bambini, di cui dobbiamo sostenere la creatività e la fantasia.

Invito i visitatori di questo blog, chi passa qui per caso, a cliccare qui e mettere un like all’immagine 102, Il Mondo a testa in giù, nella pagina FB della Biblioteca Multimedia Immaginaria Dei Ragazzi. Grazie mille!

Vi saluto con la filastrocca che i bambini hanno scritto in descrizione del carro…

In un Mondo a testa in giù
la guerra scende e la pace va su!
La terra si apre, esce un castello
e con la fantasia diventa tutto più bello!
La principessa scende dal piedistallo
e veloce arriva a cavallo
per svegliare il suo amato
che è rimasto addormentato.
In un Mondo a testa in giù
vedo altro e di più;
vedo Pinocchio e la balena
lui l’ha mangiata e ha la pancia piena.
Vedo nani giganti,
lupi con merende invitanti,
vedo Cappuccetto che paura non ha
perché il lupo cattivo non sarà,
vedo una favola rovesciata
e mi faccio una bella risata.
In un Mondo a testa in giù
non voglio piangere più:
voglio una fiaba da regalare
a tutti i bambini per sognare!

 

 


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Titolo, autori

Strategie visive e comportamenti problema. Gestire i problemi comportamentali nell’autismo attraverso la comunicazione è il secondo volume della serie Strategie visive di Linda Hodgdon, edito in Italia dalla Vannini Editoria Scientifica e curata da Maurizio G. Arduino e Anna Kozarzewska Bigazzi. Alla base dell’opera scientifica vi è l’idea che la maggior parte dei comportamenti problema siano derivanti da una comunicazione lacunosa o mancante.  Come suggerisce una frase stampata sulla copertina della versione italiana, le strategie visive descritte nel libro hanno come scopo l’acquisizione di comportamenti positivi.

Struttura e stile

La struttura di questa guida pratica è simile a quella del volume precedente: 6 parti più un appendice contenente una guida per la valutazione del comportamento e per scegliere una strategia adeguata.  Il volume contiene una parte più teorica che spiega il legame tra comportamento, comunicazione e strategie visive e offre un excursus sui problemi di comunicazione e su come essi influenzino il comportamento.

La secondo parte è strettamente legata alla guida in appendice poiché tratta della valutazione dei comportamenti problema. Come nell’altro libro, gli argomenti sono trattati con un linguaggio scientifico chiaro, accompagnato da figure esemplificative e la formattazione del testo permette di trovare facilmente le informazioni.

Caratteristiche

L’approccio sistemico affiora nella sesta parte dove vengono descritte le strategie più adatte per insegnare al soggetto a rendere più efficace la sua comunicazione e gestire in modo autonomo il proprio comportamento, anche nei casi in cui non siano utilizzate strategie visive, con soggetti verbali che hanno un linguaggio non organizzato. Questo libro si pone come una strumento operativo propone un percorso educativo concreto.

Risorse online

L’acquisto del libro non prevede l’accesso a espansioni online.

 

Se conoscete il libro e volete dare il vostro parere o suggerire altri manuale sullo stesso tema, potete farlo nei commenti: ogni contributo è ben accetto!

Grazie della visita!


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Strategie visive per la comunicazione

Titolo, autori

Strategie visive per la comunicazione. Guida pratica per l’intervento nell’autismo e nelle gravi disabilità dello sviluppo è il primo volume della serie Strategie visive di Linda Hodgdon mi è stato consigliato da una logopedista ASL al fine di approfondire la conoscenza della CAA (Comunicazione aumentativa alternativa). L’edizione italiana è edita dalla Vannini Editoria Scientifica e curata da Maurizio G. Arduino e Anna Kozarzewska Bigazzi e nella presentazione già pone l’accento sul messaggio centrale dell’opera: l’accessibilità e la comprensibilità del media comunicativo. Il libro descrive varie tecniche di arricchimento della comunicazione attraverso le immagini, ma offre anche un’ottima base teorica per insegnanti e specialisti.

Struttura e stile

La guida è divisa in 5 parti più un appendice contenente due questionari di valutazione e di programmazione delle strategie.  Oltre ad approfondire la comunicazione mediata visivamente, descrive vari strumenti e strategie operative – tabelle e mini-schede – esemplificate da immagine chiare che offrono uno spunto per la loro costruzione. Gli argomenti sono trattati con un linguaggio scientifico chiaro e la formattazione del testo permette di trovare facilmente le informazioni.

Caratteristiche

Un particolare interessante è l’approccio di carattere sistemico dell’autrice: Linda Hodgdon, infatti, esprime premura nella condivisione in ogni ambiente di vita delle strategie visive, al fine di favorire la partecipazione sociale. Nella quarta parte vengono presentate delle indicazioni per un utilizzo adeguato delle strategie visive: l’elenco comprende anche le cose da non fare, come scoraggiarsi; inoltre vi sono dei suggerimenti per la costruzione materiale degli strumenti. Interessante la quinta parte dedicata alla collaborazione tra logopedista e insegnante che devono condividere la pianificazione e l’attuazione del percorso.

Risorse online

Il manuale non dispone di espansioni online.

 

Se conoscete il libro e volete dare il vostro parere o suggerire altri manuale sullo stesso tema, potete farlo nei commenti: ogni contributo è ben accetto!

Grazie della visita!


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ADHD: due guide a confronto.

Il bonus da 500 € degli insegnanti di ruolo – di cui noi precari non beneficiamo, a meno che qualche gentile collega non voglia farci un regalo – mi ha fatto pensare che potrebbe essere utile offrire degli spunti per l’acquisto di alcuni libri utili per gli insegnanti specializzati e curricolari. E, perché no, degli strumenti per chi non è specializzato e si trova a ricoprire un incarico su posto di sostegno.

Assieme a una collega, ho messo a confronto due guide sul Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività: della Erickson e Iperattività della Giunti.

Titolo, autori

ADHD a scuola. Strategie efficaci per gli insegnanti è una delle guide della casa editrice Erickson che annovera contributi di molti esperti nel campo dell’ADHD – come Cesare Cornoldi e Claudio Vio: la struttura del libro in quattro sezioni favorisce una conoscenza funzionale dell’ADHD, dai criteri diagnostici alle strategie educativo-didattiche, senza trascurare la collaborazione scuola-famiglia.

Struttura e stile

All’inizio di ogni capitolo si trova una mappa concettuale che introduce e riassume l’argomento trattato, mentre ogni paragrafo è contrassegnato da un titolo o da una domanda che aiutano il lettore a trovare il focus della trattazione. Gli argomenti sono trattati in maniera saggistica, approccio che favorisce una buona conoscenza teorica delle peculiarità del Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività.

Caratteristiche

All’interno del testo, attraverso esemplificazioni e immagini, sono presenti esempi di schede operative e attività didattiche che aiutano l’insegnante a personalizzare le attività didattiche ed educative: ogni attività o scheda è accompagnata da una descrizione delle caratteristiche cognitive e comportamentali del bambino tale da rendere comprensibile la strategia che sottende il raggiungimento di ogni obiettivo.
Interessanti le descrizioni di casi: situazioni tipiche della quotidianità scolastica che offrono uno spunto per un approccio funzionale all’ADHD a scuola. La personalizzazione delle attività didattiche ed educative a partire dal setting della classe e dalla posizione più idonea che l’alunno dovrebbe avere all’interno dell’aula, presentando tutti gli accorgimenti per l’attuazione di un adeguato percorso formativo inclusivo.

Risorse online

Il manuale, inoltre, permette l’accesso a risorse online aggiuntive tra cui  due software compensativo in prova per 30 giorni – ALFa READER 3 e  iperMAPPE.

 

Titolo, autori

ADHD iperattività e disattenzione a scuola a cura di Daniele Fedeli e Claudio Vio della casa editrice Giunti è una guida molto interessante che si basa sul modello a “due vie”, energetica ed educative, come metodologia di approccio al disturbo. I suggerimenti educativo-didattici riguardano sia l’ambito scolastico che la collaborazione con la famiglia.

Struttura e stile

La guida è costituita da una prima parte che presenta in maniera precisa e chiara le peculiarità del disturbo, offrendo una buona conoscenza teorica. La seconda parte è un Workbook strutturato come un training: un percorso educativo in 11 obiettivi – a ognuno corrisponde una sezione – declinato in schede operative e attività dalla classe prima della scuola primaria alla prima della secondaria di I grado.

Caratteristiche

Ognuno delle 11 sezioni dello Workbook si apre con una tabella di sintesi ragionata delle schede in cui è specificato se l’attività è trasversale o legata a una singola disciplina, il livello di scolarità di partenza e il numero di alunni che possono essere coinvolti (poiché l’intervento è concepito in un’ottica inclusiva e non solo individuale). All’inizio di ogni sezione, inoltre, vi sono le indicazioni per lo svolgimento delle attività.

La struttura del libro permette all’insegnante di individuare obiettivi di apprendimento mirati e la scelta di un percorso didattico funzionale: anche se le schede operative riguardano una determinata disciplina o una determinata classe, esse possono essere facilmente adattate ad altre materie.

Risorse online

L’acquisto del libro permette l’accesso a un minisito contenente le risorse online: espansioni della guida e un kit di strumenti per l’insegnante.

 

Le due guide sono strumenti validi per affrontare l’ADHD a scuola: entrambi sono libri che dovrebbero essere quanto meno consultati dagli insegnanti – curricolari, docenti specializzati e non – che hanno un alunno con ADHD a scuola, al fine di una gestione funzionale della classe.

 

Dateci un parere su questi due libri o suggeritecene altri nei commenti: ogni contributo è ben accetto!

Grazie della visita!


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Possibilità e filastrocche.

In questi giorni grazie ad alcune colleghe ho riflettuto sulla ‘possibilità‘: nella mia scuola, siamo partiti con alunni di prima che hanno cominciato a usare le proprie mani come comunicatori (Big Mack). I bambini non sono affatto indifferenti a quello che facciamo: è un fatto. La vera inclusione la fanno loro: noi insegnanti siamo solo un mezzo.
Attualmente le mie due colleghe ‘mattarelle’ sono arrivate a imbastire lezioni sulla Comunicazione Aumentativa e Alternativa – durante l’ora di religione – partendo dal significato della parola ‘comunicare‘. Lezioni possibili svolte da una coppia di insegnanti che fa cose che sembrano quasi impossibili.
A scuola spesso le possibilità vanno ritagliate, ma non bisogna smettere di cercarle, di scovarle: non vanno solo date, soprattutto quando si parla di disabilità, ci vuole una buona dose di creatività e, sì, di pazienza perché è vero, gli insegnanti di sostegno sono spesso soli. Dalle tante volte passate in palestra è nata proprio oggi questa filastrocca che vorrei dedicare ai bambini, a quelle insegnanti che hanno sempre qualcosa da trasmettermi e ai genitori.

GIOCHISIVO∗

È una cosa da matti:
la possono fare tutti quanti!
“Ma davvero? Non ci credo:
come fare io mi chiedo!”
Amico mio, ascolta un secondo
è la cosa più bella del mondo:
non è facile, ma coinvolgente
e mamma mia, è divertente!
Questa mattina in palestra
me l’ha spiegato la maestra:
ho prestato i miei piedi,
sfido io che non ci credi.
Una corsa clamorosa
per una gara portentosa.
Poi troviamo modi ingegnosi
per inventare giochi strepitosi.
Comunichiamo con le mani
in mille modi strani:
gesti, disegni e pulsanti
per partecipare in tanti.
“Che nome ha ‘sto gioco sorprendente?”
Inclusione, semplicemente.

(Morena Lari)
∗Giochisivo: gioco+inclusivo

Grazie per la visita.

 

 

 


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DSA e flessibilità lavorativa.

Il commento di una visitatrice, ha fatto nascere in me l’esigenza di approfondire un po’ la questione del diritto alla flessibilità oraria per i genitori di bambini con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA): non ho saputo aspettare e, sebbene abbia da studiare e sia solo passato un giorno dal mio ultimo post, ho fatto qualche ricerca ed effettivamente online non ho trovato niente di risolutivo, purtroppo.

In molti forum i genitori riscontrano difficoltà nel vedersi riconosciuto questo diritto poiché, sebbene all’art. 6 della Legge 170/2010, Misure per il familiari, al comma 1 stabilisca che «i familiari fino al primo grado di studenti del primo ciclo dell’istruzione con DSA impegnati nell’assistenza alle attività scolastiche a casa hanno diritto di usufruire di orari di lavoro flessibili», tale flessibilità è determinata «dai contratti collettivi nazionali di lavoro dei comparti interessati e non devono comportare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica» (comma 2).

Tuttavia in base alla Circolare n. 9 del 2011 del Dipartimento della Funzione pubblica, le famiglie con figli con DSA nel I grado di Istruzione – scuola primaria – hanno il diritto di poter conciliare la propria vita lavorativa con le esigenze educative della famiglia con forme di flessibilità dette family-friendly, considerato come un dispositivo organizzativo positivo. Il grado di tutela stabilito in questo atto è differenziato a seconda delle varie situazioni, tuttavia pone attenzione anche a questa situazione: sebbene legata a quanto previsto dal CCNL, la posizione dei lavoratori con bambini con DSA deve essere considerata nell’immediato come destinataria di una tutela particolare.

Attualmente, in base alla Circolare Ministeriale n.9/2011 del Ministero della funzione pubblica soltanto i dipendenti pubblici hanno possibilità di avere un orario flessibile: tali lavoratori possono, infatti, trasformare il rapporto di lavoro da full-time a part-time per garantire l’assistenza extra-scolastica ai propri figli.

Non sono un’esperta e purtroppo non so dirvi altro. La speranza è che tali tutele possano essere estese a tutti i lavoratori coerentemente alla filosofia della Legge 170/2010 che sancisce, sì, i diritti in ambito scolastico degli alunni con DSA, ma vuole rafforzare i diritti di figli e genitori nella sfera privata: a misure di supporto extra-scolastico per i primi e per i secondi al diritto di esercitare la propria genitorialità per il successo educativo e formativo dei propri bambini.

Grazie per la visita a tutti i lettori, in particolare a Maria Grazia che mi ha dato questo spunto di riflessione: si impara sempre qualcosa di nuovo.